Caso clinico n° 1

a cura del Dott. Valerio Galasso
Ischia – Biologo nutrizionista
Specialista nutrizione patologie croniche e autoimmuni e medicina termale.
Direttore scientifico del Regina Isabella Resort
Non è “solo” stanchezza e sovrappeso
Parte 1: Il quadro iniziale
Una donna di 55 anni si presenta in ambulatorio con una diagnosi di BPCO e un obiettivo chiaro: perdere peso.
Tuttavia, la situazione è complessa:
• Riferisce una forte astenia (stanchezza estrema) post-Covid.
• È in sovrappeso (BMI 28) e soffre di stitichezza cronica.
• Assume farmaci per la BPCO e, da ben 8 anni, gastroprotettori (IPP) per il reflusso
• La sua dieta è sbilanciata verso i carboidrati, che usa come “conforto” per lo stomaco
Domanda: l’uso prolungato di gastroprotettori (8 anni) potrebbe aver influenzato il suo equilibrio intestinale? Se sì, come?
Parte 2: L’indagine e il “punto di svolta”
Oltre ai sintomi evidenti, emerge un dettaglio: la paziente ha reazioni cutanee agli orecchini di bigiotteria.
Il sospetto è una Sindrome da Nichel e un’alterazione della permeabilità intestinale.
Vengono richiesti esami specifici (Calprotectina, Zonulina, Disbiosi test e mutazione MTHFR). I risultati confermano:
1. Positività al Nichel.
2. Infiammazione intestinale elevata (Calprotectina alta).
3. Disbiosi fermentativa.
4. Mutazione MTHFR in omozigosi (che spiega perché l’omocisteina non scendeva con il normale acido folico).
Domanda: sai che una mutazione genetica (MTHFR) può rendere inefficace l’assunzione di acido folico standard, richiedendo invece vitamine del gruppo B già “attivate”?
Parte 3: La Strategia Terapeutica
Viene impostato un piano d’attacco di due mesi basato su:
- Alimentazione: Ridotto contenuto di nichel e alimenti fermentanti.
- Integrazione: Probiotici specifici, magnesio e vitamine B metilate (attive).
Parte 4: I Risultati (La trasformazione)
Il cambiamento è rapido e profondo:
- Dopo 10 giorni: Energia ritrovata, inizio attività fisica e regolarizzazione dell’alvo.
- A 2 mesi: -8 kg, sospensione dei gastroprotettori e riduzione dei farmaci per la BPCO.
- A 4 mesi: Omocisteina e calprotectina rientrate nei ranghi; -10 kg totali e aumento della massa muscolare.
Riflessione finale: Questo caso dimostra come la salute dei polmoni (BPCO) e il metabolismo siano strettamente legati a quella dell’intestino.
Migliorando la digestione migliora anche l’energia generale.
La relazione tra BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) e nutrizione è fondamentale: un corpo ben nutrito respira meglio, poiché i muscoli respiratori richiedono energia specifica e un’eccessiva infiammazione sistemica (spesso derivante dall’intestino) può peggiorare la funzione polmonare.
Perché la nutrizione ha cambiato la BPCO in questo caso?
- Riduzione del peso e meccanica respiratoria: La perdita di 10 kg ha permesso al diaframma di muoversi più liberamente, riducendo lo sforzo necessario per respirare.
- Sinergia Intestino-Polmone: L’infiammazione intestinale (rilevata dalla calprotectina alta) alimentava uno stato infiammatorio generale che peggiorava la sintomatologia respiratoria. Una volta rientrata la disbiosi, anche i farmaci per la BPCO sono stati ridotti.
- Energia dai nutrienti giusti: Sostituire l’eccesso di carboidrati con nutrienti mirati e vitamine B attivate ha combattuto l’astenia post-Covid, permettendo alla paziente di riprendere l’attività fisica.
- Stop ai gastroprotettori (IPP): L’uso cronico di IPP può alterare l’assorbimento di nutrienti critici; la loro sospensione ha contribuito al ripristino dell’equilibrio metabolico.
Prevenzione e cura delle malattie respiratorie
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