Allarme Istat: l’aria delle nostre città resta inquinata

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Più verde e più piste ciclabili nelle città, ma nonostante le buone intenzioni e le azioni “di facciata”, l’inquinamento atmosferico resta elevato. E sebbene la qualità dell’aria risulti leggermente migliore nel 2023 – anno della rilevazione – rispetto ai 12 mesi precedenti, “nella maggior parte dei capoluoghi le concentrazioni di ozono e polveri sottili restano ancora a livelli nocivi per la salute” mette nero su bianco l’Istat.

Sono questi i risultati più eclatanti dello studio “Dati ambientali nelle città” relativo all’anno 2023, che affronta temi come il trasporto pubblico locale, la mobilità sostenibile, il verde urbano, la qualità dell’aria, consumi energetici e fonti rinnovabili, rifiuti urbani, innovazione e gestione sostenibile nelle Amministrazioni.
Tra l’altro lo studio segnala che “la domanda di trasporto pubblico locale torna ai livelli pre-pandemici”, ma che mentre “prosegue il rinnovamento delle flotte, più del 40% degli autobus in esercizio circola da oltre 10 anni”, con evidenti ripercussioni sulle emissioni dei mezzi pubblici, non proprio filtrate da dispositivi all’ultimo grido.
Sempre sul fronte dei trasporti, appare in ripresa il car sharing, mentre risulta in calo l’offerta degli altri servizi di mobilità condivisa. Continua però a crescere l’estensione delle piste ciclabili (+27,4% in 5 anni).

Il verde? Anche in quest’ambito i Comuni delle città capoluogo sembrano darsi da fare: crescono le aree di forestazione urbana per la mitigazione dell’isola di calore (+6,7% sul 2022). Peccato però per un altro dato rilevato dall’Istat: risultano infatti solo “in lieve aumento anche le aree verdi accessibili (+0,4% all’anno dal 2011)”, mentre lo studio segnala come “forte l’incremento dei punti di ricarica per veicoli elettrici (+34,5% sul 2022)”, e contemporaneamente “il boom del fotovoltaico (+ 17,5% di potenza installata)”.

Le Amministrazioni locali, certo, operano spesso in prima linea, e di questo l’Istat dà loro atto: “Circa un terzo della popolazione italiana risiede nei Comuni capoluogo, dove la concentrazione delle attività antropiche genera elevate pressioni sull’ambiente – si legge nel report – Proprio per questo, le città sono laboratori della sostenibilità, dove le amministrazioni locali sono chiamate a sviluppare e mettere in atto strategie di risposta e innovazioni per il contenimento degli impatti ambientali e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

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Postato il

Maggio 14, 2026