I risultati di uno studio internazionale, coordinato dal prof. Enrico Heffler (Humanitas University, Milano) e pubblicato su Frontiers in Allergy, hanno dimostrato che, nei pazienti con asma di tipo 2 caratterizzato da eosinofilia ematica e compresenza di rinosinusite cronica con polipi nasali (CRSwNP), depemokimab, somministrato due volte l’anno, ha ridotto in modo marcato il tasso annualizzato di esacerbazioni clinicamente significative e ha migliorato la qualità di vita e il controllo dell’asma rispetto al placebo.
Respirazione
Asma: il sesso non cambia il valore predittivo dei biomarcatori T2
Pubblicata su CHEST una metanalisi del consorzio ORACLE2, effettuata sulla base di dati a livello di singolo paziente, che ha mostrato come il sesso non modifichi in modo sostanziale il valore prognostico dei principali fattori clinici e dei biomarcatori di tipo 2 nel predire gli attacchi gravi d’asma. Il dato più importante della pubblicazione è duplice: da un lato, gli eosinofili ematici e i livelli di FeNO mantengono una capacità predittiva simile in ambo i sessi; dall’altro, le donne presentano un tasso annualizzato di attacchi asmatici più elevato e un tempo al primo attacco più breve, anche in assenza di eventi recenti, un aspetto con ricadute dirette sulla stratificazione del rischio.
Mondiali di calcio: perché ogni respiro conta
La respirazione è uno degli aspetti più importanti della performance nel calcio professionistico. Non serve solo a fornire ossigeno ai muscoli, ma influenza resistenza, velocità di recupero, concentrazione e gestione dello stress durante la partita.
PM10 – Particolato atmosferico o polveri sottili
Limitare il più possibile l’esposizione di tutta la popolazione al PM10 può essere considerata la principale azione di prevenzione, specialmente per quei bambini ed anziani che vivono nelle città dove si registrano le concentrazioni più elevate di particolato atmosferico.
Cosa insegna la vittoria di Federica Brignone alle Olimpiadi
La vittoria di Federica Brignone dopo un grave infortunio racconta il ruolo di stress, recupero e respirazione nella resilienza fisica e mentale. Cosa insegna il recupero dopo un grave infortunio
Milano Cortina 2026: Il respiro dei campioni – Olimpiadi, asma, resilienza
Quando pensiamo ai campioni olimpici, l’immagine che ci balza alla mente è quella di corpi perfettamente allenati, respiri profondi e una resistenza fenomenale. Eppure, tra gli atleti che competono ai più alti livelli sportivi del pianeta – proprio quelli che immaginiamo immuni alla fatica – non è affatto raro incontrare problemi respiratori come l’asma o la broncocostrizione indotta dall’esercizio fisico (EIB). E anzi, per molti, imparare a gestire queste condizioni è diventato parte integrante della loro scalata verso il podio.
Ereditarietà della tosse attraverso due generazioni: lo studio RHINESSA – PubMed
Lo studio utilizza i dati della coorte RHINESSA Generation Study, comprendente 7.155 genitori (30–54 anni) e 8.176 figli adulti (≥20 anni) che hanno compilato questionari dettagliati su sintomi respiratori. La tosse cronica è stata classificata in non produttiva e produttiva, e la relazione genitore-figlio è stata analizzata con modelli di regressione logistica a effetti misti, con aggiustamento per variabili demografiche, comportamentali e sanitarie.
Il fumo in gravidanza
Un solo vizio può segnare una vita intera. Il consumo di tabacco è strettamente collegato al ritardo della crescita infantile, una condizione che riguarda quasi 150 milioni di bambini nel mondo, soprattutto in Africa e Asia. Il fumo materno durante la gravidanza è associato a parto pretermine, basso peso alla nascita e limitata crescita fetale, tutti fattori predittivi di arresto della crescita entro i primi due anni di vita. E il fumo passivo non è da meno per la salute dei bambini.
Dispnea: le 6 cause principali da non dimenticare
La dispnea è la sensazione soggettiva di difficoltà a respirare: un sintomo comune, ma potenzialmente grave, che richiede sempre attenzione clinica.
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Differenze tra sigaretta tradizionale e sigaretta elettronica: rischi per la salute respiratoria
Le sigarette elettroniche possono ridurre l’esposizione ad alcuni cancerogeni nei fumatori adulti che non riescono a smettere con altri metodi, ma non sono una scelta sicura. Il loro uso dovrebbe essere limitato alla vaporizzazione completa solo da parte di fumatori che mirano a smettere, e solo con supervisione clinica.










